“L’arte rinnova i popoli e ne rivela la vita. Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”.
Così recita la trascrizione ben visibile a tutti i passanti, attribuita a F. P. Perez, scolpita nelle pietre del Pronao d’ingresso dello storico secondo Teatro più grande d’Europa: il Teatro Massimo di Palermo. Ci teniamo a scrivere Teatro con la “T” maiuscola, per il rispetto ai padri che hanno fondato l’arte della scena, sia essa visiva che di rappresentazione teatrale e musicale… l’Arte (scusateci per l’utilizzo delle maiuscole ma non riusciamo a farne a meno!).
Complice la televisione, la crisi economica delle famiglie, i continui tagli di finanziamento agli enti locali, il rincaro dovuto al cambio lira/euro, abbiamo assistito, negli ultimi anni, ad un continuo svuotamento dei luoghi dediti alla cultura. I musei, nei giorni di festa, e cioè quelli con possibile maggiore afflusso, sono chiusi; i teatri, senza contributi pubblici, costretti ad aumentare i costi dei biglietti e così via…
Di contro le famiglie (nuclei familiari o anche single), impegnate a far quadrare i conti di un bilancio sempre più disastroso, preferiscono rimanere in casa a vedere i reality della premiata ditta Costanzo - De Filippi - Ventura, a cui si aggiunge da questa stagione il reality “Altrove”, idea di Maurizio Costanzo, girato al carcere di Velletri… un segno di continuità… siamo stati governati da un pluri - indagato, adesso sorbiamoci i carcerati-famosi!!!
Bene, cioè male! Male, perché il risultato di questa analisi, porta allo sfacelo totale dell’Arte, che dovrebbe essere il motore della democrazia e dei popoli, che si confrontano, si incontrano, e si raccontano…
E lo stato? Lo stato dovrebbe intervenire con misure ordinarie e straordinarie a sostegno della cultura in tutte le sue forme, destinando, ad esempio quella parte dell’8 per mille che il contribuente decide di versare allo stato piuttosto che ad una delle chiese convenzionate (scusate il termine ma rende l’idea del commercio!).
Il 31 agosto 2006, il sottosegretario del governo Prodi, Enrico Letta, nel corso di una conferenza stampa, lancia una notizia che avrebbe dovuto fare esplodere il caos nell’intero belpaese, ma che con la COMPLICITA’ della stampa diventa indecifrabile come i “pizzini” di Bernardo Provenzano! La notizia ignorata da tutti è: “degli oltre 100 milioni di euro disponibili con l’8 per mille (destinati a finanziare l’arte, la cultura ed il sociale), oltre 95 milioni sono stati spesi per finanziare la, già odiatissima, guerra in Iraq, il fantastico film americano During Freedom. I rimanenti 4,7 milioni sono stati impiegati per l’assistenza ai rifugiati e calamità naturali”.
È di per se una notizia vergognosa!!! Ma a renderla ancora più schifosa, è il silenzio di questa stampa venduta agli sponsor!!!
Soltanto nei giorni scorsi per voce del presidente del Fai, Fondo per l'ambiente in Italia, Giulia Maria Crespi, l’intero stivale prende coscienza di questo ennesimo calcio nel culo che abbiamo preso tutti gli italiani ed in particolare i lavoratori del settore arte e cultura, per non parlare di chi è impegnato nel sociale.
Uno stato non latitante ma COMPLICE di migliaia di morti in Iraq, così come in Afghanistan, e così come in tutto il resto del mondo, al fianco del sempre meno popolare G. W. Bush.
L’unica cosa che riesce a fare questo stato è, a discapito dei contribuenti, destinare l’8 per 1000, invece dedicato alla cultura ed al sociale, all’arte della guerra!!! (ben lontana dallo scritto dal Maestro cinese Sun Tzu)
Ecco l’unica forma di “arte” nelle quale i nostri governi ritengono opportuno investivere…
“Vano delle scene il diletto ove non miri a preparar l’avvenire”
P.S.: al cinema, in teatro, nei musei si aboliscano gli sconti ai militari!!!

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