Tra i banchi di una scuola elementare, Gianfranco Miccichè sarebbe il bambino scapigliato, quello col grembiule strappato, quello con la mania delle figurine e della vivisezione degli insetti. Quello audace nei confronti delle compagnucce (in senso tecnico). Tra i banchi della medesima scuola, Raffaele Lombardo sarebbe il bambino col grembiule lindo e la scriminatura perfetta. Quello che alza la manina e dice tutto alla maestra. Due così possono stare insieme per un certo tempo, per un certo periodo. Ma il destino delle loro stelle è segnato: “spatteranno”. Perfino nei blog che governano è chiarissima la reciproca e siderale distanza. Gianfranco usa il suo come il leggio di un comizio perenne. Raffaele ci mette dentro bollettini ufficiali. Il suo blog somiglia a un ufficio postale.Fin qui si sono tollerati. Da qualche tempo, Miccichè brandisce uno spillo e punzecchia Raffaele. L’ultima in cronaca: “Mi aspettavo di più dal governatore Raffaele Lombardo. Dobbiamo aspettarci di più e continueremo a chiedergli di più”. Possibile che nella reprimenda vi siano tracce di umanissima e politica gelosia. Nel cuore di Lombardo ha preso piede il faccione rubizzo di Antonello Cracolici. Il Pd tesse col governatore una fitta corrispondenza d’amorosi sensi. Le famose riforme condivise “dall’opposizione”. E dai, raccontatene un’altra…. Gianfranco non vuole essere secondo a nessuno. E non gli piacciono i “sinistri”. Dunque, probabilmente farà la voce grossa e, prima o poi, si romperanno i telefoni. Ma se avverrà non sarà solo una questione di strategia del potere. Sarà per una storia di grembiule
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