C’è un filo impercettibile ma profondo che unisce un banco di scuola a un laboratorio universitario, un sogno coltivato a 17 anni a un dottorato di ricerca internazionale conquistato pochi anni dopo.
Le storie di Chiara Iervolino, Simona Caserta, Gaetano Fricano e Salvatore Vitellaro non sono soltanto racconti di successo individuale, ma la prova concreta di ciò che può accadere quando scuola e università dialogano davvero. Diplomati all’Istituto Superiore “Majorana” con il massimo dei voti, hanno proseguito il loro cammino all’Università degli Studi di Palermo, chi in Medicina e chi in Fisica, conseguendo lauree, dottorati di ricerca e collaborazioni con centri di eccellenza internazionale come il Fermilab di Chicago e il CERN di Ginevra.
È a partire da queste traiettorie che prende forma il protocollo d’intesa triennale tra l’Università degli Studi di Palermo e l’Istituto Superiore “Majorana”, presentato nell’Aula Magna dell’Istituto di via Astorino. Un accordo che va oltre la dimensione formale e si configura come un vero laboratorio di innovazione didattica per il territorio.
Non una semplice collaborazione, ma un modello strutturato e sistemico che porta l’università dentro la scuola e la scuola dentro l’università. Un’alleanza educativa che anticipa l’esperienza accademica, rende più consapevoli le scelte degli studenti e rafforza il legame tra formazione, ricerca e futuro professionale nell’ottica di una didattica realmente innovativa.
Il protocollo, progettato con il Teaching and Learning Centre (TLC – CIMDU) e in collaborazione con il Centro Orientamento e Tutorato (COT) di Ateneo, si inserisce in una visione strategica dell’innovazione didattica. Al centro, il paradigma One Health: un approccio integrato che mette in relazione scienze naturali, biomediche, fisiche, informatiche, bioetiche e data science, nella consapevolezza che la salute dell’uomo, dell’ambiente e degli ecosistemi costituisce un sistema unico e interconnesso.
Per gli studenti del quarto e quinto anno del Majorana si aprono così le porte dei dipartimenti universitari e dei laboratori di eccellenza di UniPa. Non visite simboliche, ma esperienze laboratoriali strutturate, moduli ad alta specializzazione e attività co-progettate tra docenti della scuola e dell’università. Un percorso che consente di sperimentare metodologie e strumenti della ricerca scientifica, entrando in contatto diretto con l’ambiente accademico.
Elemento distintivo dell’intesa è il rilascio di Open Badge digitali, che certificano formalmente le competenze acquisite. Un riconoscimento concreto, spendibile e tracciabile, che può tradursi – per chi sceglierà di iscriversi a UniPa entro due anni – nel riconoscimento di crediti formativi universitari. Un passaggio che rende tangibile il valore del lavoro svolto durante il percorso scolastico.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti il rettore dell’Università degli Studi di Palermo, Massimo Midiri; la prorettrice al Diritto allo studio e all’Innovazione dei processi di apprendimento, Luisa Amenta; la delegata al Coordinamento del Centro Orientamento e Tutorato (COT), Cinzia Cerroni; la professoressa di Scienze e tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche, Antonella Maggio; la dirigente scolastica dell’I.S. Majorana, Giovanna De Pietro. A ricostruire la genesi dell’accordo è stato il professore Elio Adelfio Cardinale, mentre la moderazione è stata affidata alla docente Maria Concetta Piazza.
«Questo protocollo rappresenta un passaggio strategico nel rafforzamento del dialogo tra scuola e università – ha dichiarato il rettore Massimo Midiri – perché consente di portare la didattica universitaria dentro i percorsi scolastici, favorendo un’esperienza diretta dei saperi. Perché, se è vero che i sogni nascono tra i banchi di scuola, è altrettanto vero che è negli ambienti universitari che possono maturare, trasformandosi in occasioni concrete per fare ricerca, portare innovazione e creare futuro».
«L’intesa con il Majorana – ha aggiunto la prorettrice Luisa Amenta –interpreta pienamente la missione del Teaching and Learning Centre di UniPa: migliorare la qualità dell’apprendimento attraverso metodologie innovative e strumenti concreti, personalizzati e certificabili, che possano essere condivisi con i docenti e con gli studenti delle scuole. Portare la didattica universitaria nei percorsi scolastici significa investire in modo strutturale sul futuro dei giovani, offrendo loro esperienze formative qualificate e riconosciute».
Photogallery
Palermo Eventi e Notizie




