Oltre 15 mila presenze complessive; 2 mila prenotazioni da parte di studenti, docenti, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario che hanno usufruito di ingressi gratuiti o ridotti; 45 concerti in 3 mesi di programmazione e 70 artisti provenienti da diversi Paesi europei ed extraeuropei.
Sono i numeri della XVI edizione del Festival Internazionale Palermo Classica, che ha chiuso il sipario sabato 26 settembre con un bilancio particolarmente positivo.
«I numeri di questa edizione – dichiara il rettore dell’Università degli Studi di Palermo Massimo Midiri – hanno confermato la forza di un progetto nel quale l’Università degli Studi di Palermo crede fortemente. La collaborazione con l’Associazione Palermo Classica rappresenta un esempio concreto di come la cultura possa diventare uno strumento di dialogo tra l’Ateneo e il territorio. Attraverso la musica, i nostri spazi si sono aperti alla città e sono diventati luoghi di incontro, partecipazione e divulgazione. È questo l’obiettivo della nostra Terza Missione: condividere conoscenze all’interno di un ecosistema in cui l’Ateneo è parte inscindibile di Palermo e della Sicilia, capace di creare occasioni di crescita per la comunità e rafforzare il legame con il contesto sociale nel quale opera».
Un rapporto consolidato negli anni, quello tra UniPa e Palermo Classica, che ha registrato una crescita costante.
Il suggestivo Complesso Monumentale dello Steri e le atmosfere dell’Orto Botanico di Palermo hanno ospitato i principali appuntamenti della manifestazione.
Portare la musica in questi luoghi ha significato valorizzarne la funzione non soltanto storico-monumentale, ma anche sociale: luoghi vivi, capaci di accogliere nuove forme di espressione e di conoscenza.
Particolarmente significativo è stato il coinvolgimento dei laureandi e dei laureati del corso di laurea magistrale in Musicologia dell'Università di Palermo sotto la guida dei docenti Segio Bonanzinga, Ilaria Grippaudo, Anna Tedesco e Lucio Tufan, impegnati nella redazione dei programmi di sala del Festival e nella partecipazione ad alcuni incontri di divulgazione. Un’esperienza concreta di applicazione delle competenze maturate durante il percorso di studi.
In questa stessa prospettiva si è inserita anche l’esperienza del Coro UniSonus Palermo. La collaborazione con Palermo Classica ha consentito al coro di Ateneo di partecipare a produzioni artistiche di particolare rilievo, offrendo ai suoi componenti l’opportunità di misurarsi con orchestre, direttori, cantanti e professionisti provenienti da diverse realtà nazionali e internazionali.
La programmazione della XVI edizione ha proposto un percorso volutamente trasversale. Alla musica classica e al grande repertorio sinfonico si sono affiancati la musica da camera, l’opera, la musica contemporanea, le grandi colonne sonore cinematografiche, la World Music e il jazz grazie anche alla partecipazione della Fondazione The Brass Group. Non è mancata la musica rock, reinterpretata attraverso il linguaggio sinfonico.
Una pluralità di proposte per avvicinare pubblici eterogenei, e ridurre le distanze tra linguaggi artistici, sensibilità e generazioni differenti.
"Il Festival appena concluso - sottolinea il dirigente dell’Area Terza Missione, Luca Vazzano - ha rappresentato, per l’Università, una straordinaria opportunità di promozione della cultura musicale sul territorio. Non è un caso che la nostra Costituzione metta insieme, nella stessa disposizione, lo sviluppo della cultura e della scienza e la tutela del patrimonio storico e artistico: promuovere arte, scienza e cultura significa parlare alla società di Bellezza. L’auspicio era quello di donare Bellezza attraverso il linguaggio universale della musica e il successo dell’iniziativa dimostra l’apprezzamento per quello che l’Ateneo è riuscito a realizzare per la comunità".
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