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L’Università degli Studi di Palermo esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa del prof. Giovanni Incalcaterra, ordinario di Orticoltura al Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali - SAAF, venuto a mancare all’età di 83 anni.

«Il prof. Incalcaterra - raccontano i colleghi - ha svolto per molti anni la propria attività accademica presso l’Ateneo, operando nel Dipartimento dei Sistemi Agro-Ambientali, successivamente confluito nel Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali. La sua produzione scientifica si è collocata prevalentemente nel campo dell’orticoltura mediterranea, con particolare attenzione alle specie ortive tipiche della Sicilia, alla sostenibilità delle pratiche agronomiche e alle tecniche di coltivazione in ambiente protetto.

I suoi interessi di ricerca si sono concentrati in particolare sul melone d’inverno (Cucumis melo var. inodorus), oggetto di studi sulla biodiversità, sulla concimazione azotata, sulle epoche di impianto, sulle densità colturali e sulle tecniche di coltivazione. Parallelamente, ha sviluppato ricerche sugli ortaggi coltivati in serra e sotto tunnel, di impollinazione assistita e di impiego di film plastici e pacciamature biodegradabili, con applicazioni su diverse colture ortive, tra cui melone e lattuga.

La sua attività ha contribuito al perfezionamento di strategie di fertilizzazione, gestione idrica, valutazione varietale e qualità delle produzioni in rapporto alle condizioni pedoclimatiche siciliane. Nel corso della carriera ha inoltre svolto un ruolo rilevante nella didattica e nella formazione di agronomi e tecnici del settore, tenendo insegnamenti nell’ambito dell’orticoltura e dei sistemi colturali protetti.

È stato responsabile scientifico o referente di numerosi progetti di ricerca dedicati, tra l’altro, al recupero e alla valorizzazione del germoplasma orticolo siciliano, alle coltivazioni fuori suolo, alla fragolicoltura e alla concimazione azotata degli ortaggi.

Colleghi e allievi lo ricordano per il rigore nello studio, la dedizione all’insegnamento, l’attenzione per il territorio, la serietà istituzionale e la generosità con cui ha saputo trasmettere conoscenze, metodo e passione per la ricerca».