Si è svolto ad UniPa il 2nd Update Meeting del progetto FITOLIMA – Filiera Integrata Frutta Esotica Italiana Mazzoni, iniziativa di ricerca e trasferimento tecnologico coordinata, per l'Università degli Studi di Palermo, dalla prof.ssa Gennara Cavallaro, docente di Tecnologia Farmaceutica del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche, Chimiche e Farmaceutiche – STEBICEF.
Il progetto coinvolge un team multidisciplinare di ricercatori dei Dipartimenti STEBICEF, SEAS e PROMISE, con competenze che spaziano dalla chimica degli alimenti alla microbiologia, dalle tecnologie farmaceutiche all'economia applicata e agli studi biologici e metabolici. L'iniziativa, finanziata dal Ministero dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste - MASAF, punta a sviluppare una filiera italiana sostenibile della frutta esotica, in particolare l'avocado, valorizzando i frutti di seconda scelta attraverso la realizzazione di prodotti destinati ai settori alimentare, nutraceutico, cosmetico e dei dispositivi medici.
Nel corso dell'incontro sono stati presentati ai partner industriali i primi risultati delle attività di ricerca, che hanno portato allo sviluppo di trasformati innovativi a base di olio di avocado, tra cui polveri, perle, patch e formulazioni fluide, ottenuti grazie al lavoro del gruppo di ricerca e alle tecnologie presenti nei dipartimenti coinvolti e all'Advanced Technology Network Center - ATeN Center dell'Università di Palermo. Le attività di valutazione biologica dei prodotti sono attualmente in corso per verificarne le potenziali applicazioni.
«Il progetto – commenta la prof.ssa Cavallaro –portato avanti da oltre un anno grazie al lavoro di un team multidisciplinare di ricercatori e all’impiego di tecnologie all’avanguardia presenti nei dipartimenti coinvolti e presso l’ATeN Center è al suo primo giro di boa e i risultati presentati oggi ai partner industriali dimostrano che è possibile ottenere dei trasformati, sotto forma di polveri, perle, patches e formulazioni fluide a base di olio di avocado, stabili e utilizzabili in ambito alimentare, cosmetico, nutraceutico e come componenti per dispositivi medici. Le attività biologiche di questi trasformati sono in corso di valutazione ai fini applicativi, sia in vitro che in vivo, e messe a confronto con quelle dell’olio come derivato di partenza. I risultati presentati, hanno stimolato fortemente l’interesse delle aziende della filiera partecipanti al progetto, che in prospettiva hanno manifestato la disponibilità a creare le connessioni con aziende del settore nutraceutico, cosmetico e farmaceutico per le possibili applicazioni industriali dei prodotti ottenuti dai processi di trasformazione dell’olio di avocado».
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