L'Università degli Studi di Palermo compie un passo decisivo nella trasformazione digitale inaugurando il nuovo Data Center di Ateneo e la nuova piattaforma HPE Private Cloud AI, una delle infrastrutture universitarie più avanzate in Italia e tra le più significative nel panorama europeo.
Un investimento complessivo di 3 milioni di euro che rafforza la capacità dell'Ateneo di sviluppare ricerca, innovazione e servizi basati sull'intelligenza artificiale, garantendo al tempo stesso autonomia tecnologica, sicurezza dei dati e pieno controllo delle informazioni.
Il progetto comprende 1 milione di euro speso per la realizzazione del nuovo Data Center - finanziato per metà con risorse dell'Ateneo e per metà attraverso progetti - e 2 milioni di euro utilizzati per la piattaforma HPE Private Cloud AI, di cui 1,65 milioni finanziati dal progetto ITSERR – Italian Strengthening of the ESFRI RI RESILIENCE, sostenuto dal PNRR – Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, e 350 mila euro con fondi propri dall'Università degli Studi di Palermo.
«Con il nuovo Data Center e la piattaforma HPE Private Cloud AI – dichiara il rettore Massimo Midiri – l'Università di Palermo compie un investimento strategico sul proprio futuro e su quello del territorio. Non inauguriamo semplicemente una nuova infrastruttura tecnologica, ma mettiamo a disposizione della nostra comunità accademica e della Sicilia uno strumento capace di accelerare la ricerca, innovare la didattica, rendere più efficienti i servizi e creare nuove opportunità di collaborazione con imprese e istituzioni. L'intelligenza artificiale rappresenta una delle grandi sfide del nostro tempo. Per affrontarla occorrono competenze, infrastrutture e una visione chiara. Abbiamo scelto di investire in una tecnologia che garantisce autonomia, sicurezza e pieno controllo dei dati, nel rispetto del principio della sovranità digitale. Questo progetto conferma la volontà di UniPa di essere protagonista della trasformazione digitale del Paese, rafforzando il proprio ruolo di motore di sviluppo, conoscenza e innovazione al servizio degli studenti, dei ricercatori e dell'intera comunità».
L'inaugurazione segna una tappa storica per l'Ateneo. Per la prima volta UniPa dispone infatti di un veroData Center progettato secondo gli standard più avanzati del settore, superando i tradizionali Centri Elaborazione Dati. Il nuovo Data Center è stato progettato per garantire continuità, sicurezza e affidabilità. Ospita circa quaranta rack (armadi tecnologici) che contengono i server e gli apparati informatici dell'Ateneo ed è dotato di sistemi di alimentazione e di emergenza in grado di assicurare il funzionamento delle infrastrutture anche in caso di blackout o guasti. Grazie a queste caratteristiche è stato avviato il percorso di qualificazione presso l'Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale con l'obiettivo di conseguire una certificazione Tier III, tra i più elevati per questo tipo di infrastrutture.
All'interno del Data Center trovano posto tutte le principali infrastrutture digitali dell'Ateneo – cloud, servizi informatici, sistemi di storage, rete, sicurezza e desktop virtuali – insieme alle piattaforme dedicate ai progetti di ricerca.
Il cuore tecnologico del nuovo ecosistema è rappresentato dalla HPE Private Cloud AI, una piattaforma progettata per sviluppare e gestire applicazioni di intelligenza artificiale in modo semplice e sicuro. La nuova infrastruttura è equipaggiata con 16 GPU NVIDIA H200, tra i processori più avanzati oggi disponibili per l'intelligenza artificiale, 200 terabyte di storage ad alte prestazioni e una rete interna da 400 gigabit al secondo. È inoltre predisposta per crescere fino a 64 GPU, quadruplicando la capacità di calcolo senza modificare l'architettura di base. L'aspetto più innovativo è però la possibilità di sviluppare ed eseguire interamente i servizi di intelligenza artificiale all'interno dell'infrastruttura dell'Ateneo, senza dipendere da piattaforme esterne. Un modello che garantisce la piena sovranità del dato, tutela la riservatezza delle informazioni e consente a ricercatori, imprese ed enti pubblici di utilizzare strumenti di AI mantenendo il controllo completo dei propri dati.
Durante la conferenza, questa mattina, sono stati presentati tre casi d'uso che dimostrano le potenzialità della nuova piattaforma.
Il primo riguarda un sistema di analisi documentale dei testi sacri, capace di elaborare documenti in numerose lingue, comprese il latino e il greco antico, attraverso una piattaforma interamente basata su software open source che permette acquisizione, ricerca, analisi e confronto critico dei testi.
Il secondo è una piattaforma intelligente per il bike sharing, che utilizza algoritmi di machine learning per prevedere la domanda e ottimizzare la distribuzione delle biciclette analizzando dati storici, condizioni meteorologiche, flussi turistici e altre informazioni in tempo reale.
Il terzo progetto è LOQUIA, un avatar dedicato al mondo dell'enologia e dell'enogastronomia siciliana. Il sistema dialoga vocalmente con gli utenti attraverso un avatar digitale evoluto, dotato di sincronizzazione labiale e meccanismi di controllo dei contenuti, dimostrando come sia possibile realizzare servizi avanzati di intelligenza artificiale completamente ospitati all'interno dell'infrastruttura UniPa.
Le ricadute del nuovo ecosistema tecnologico interesseranno trasversalmente tutti gli ambiti della vita universitaria. È particolarmente significativo che alcuni dei primi casi d'uso siano stati sviluppati nel campo delle scienze umanistiche, a testimonianza della necessità che l'intelligenza artificiale e le nuove tecnologie si confrontino e dialoghino con i saperi umanistici.
Nei servizi il nuovo sistema consentirà di accelerare la digitalizzazione dei processi amministrativi e lo sviluppo di nuove applicazioni di intelligenza artificiale. Nella didattica metterà a disposizione di docenti e studenti strumenti innovativi integrati con le piattaforme di apprendimento. Nella ricerca offrirà infrastrutture computazionali avanzate, sicure e ad alte prestazioni, favorendo nuove collaborazioni con il mondo produttivo e con le istituzioni.
L'obiettivo dell'Ateneo guarda, però, oltre i confini universitari. Il Data Center e la piattaforma AI sono stati concepiti come una risorsa per l'intero territorio, capace di sostenere progetti di innovazione per imprese, pubbliche amministrazioni e altri enti, contribuendo alla crescita dell'ecosistema digitale della Sicilia.
L'Università sta già pianificando il prossimo passo. UniPa sta valutando un nuovo investimento di circa 2,5 milioni di euro per realizzare due ulteriori sale computazionali predisposte per il raffreddamento a liquido, una tecnologia che consentirà di aumentare significativamente la capacità elaborativa riducendo al tempo stesso i consumi energetici. Il completamento dell'intervento è previsto entro un anno dall'avvio dei lavori.
Con questa espansione sarà possibile ospitare fino a 4000 GPU di ultima generazione, raggiungendo una capacità computazionale complessiva paragonabile a quella dell'attuale supercomputer Leonardo del CINECA.
Una prospettiva che proietta l'Università degli Studi di Palermo tra i principali poli italiani per lo sviluppo dell'intelligenza artificiale, del cloud computing e del calcolo ad alte prestazioni, confermando il ruolo dell'Ateneo come motore di innovazione, ricerca e sviluppo per la Sicilia e per il Paese.
L'inaugurazione del nuovo Data Center è stata seguita dalla conferenza "Sovranità digitale e intelligenza artificiale", organizzata dall'Università degli Studi di Palermo al Dipartimento di scienze Umanistiche in collaborazione con HPE e Sistemi HS. Dopo i saluti istituzionali del rettore Massimo Midiri, della direttrice del Dipartimento di Scienze umanistiche Concetta Giliberto, del presidente e amministratore delegato di HPE Italia Claudio Bassoli, del direttore commerciale di Sistemi HS Matteo Broglio e dell’assessore del Comune di Palermo all’Innovazione digitale Fabrizio Ferrandelli, i lavori hanno approfondito il ruolo delle infrastrutture digitali strategiche nello sviluppo dell'intelligenza artificiale e nel rafforzamento della sovranità digitale.
Nel corso della conferenza, Mauro Colombo di HPE ha illustrato le prospettive tecnologiche e di mercato dell'intelligenza artificiale, mentre Pietro Paolo Corso, Fabrizio D'Avenia e Riccardo Uccello dell'Università degli Studi di Palermo, assieme ad Alessandro Lasagni e Alessandro Moriondo di HPE, hanno presentato la piattaforma HPE Private Cloud AI e i primi casi d'uso sviluppati dall'Ateneo. L'incontro si è concluso con una tavola rotonda dedicata agli investimenti nelle infrastrutture digitali, allo sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale e alle opportunità per ricerca, imprese e pubbliche amministrazioni.
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