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Antonio Chella, professore di Robotica dell’Università degli Studi di Palermo e direttore del Laboratorio di Robotica del Dipartimento di Ingegneria dell’Ateneo, ha tenuto una conferenza ad Amman, in Giordania, al Forum culturale della Abdul Hameed Shoman Foundation.

L’incontro, dal titolo “Ingegneria della coscienza: può un robot diventare cosciente?”, ha richiamato un pubblico numeroso interessato alle prospettive scientifiche e alle implicazioni sociali dell’intelligenza artificiale.

L’appuntamento, accompagnato da una presentazione in lingua araba e da una traduzione simultanea, è stato moderato da Mutaz Ryalat, professore di Ingegneria meccatronica alla German Jordanian University.

Nel suo intervento, Chella ha illustrato le più recenti ricerche sulla robotica cognitiva e sulla coscienza artificiale, soffermandosi su sistemi capaci di monitorare i propri processi interni, costruire rappresentazioni di sé e dell’ambiente e utilizzare il linguaggio interiore per organizzare e controllare le proprie azioni. Ha, inoltre, chiarito che apprendere, comunicare e risolvere problemi non implica necessariamente di possedere un’esperienza soggettiva.
Il successivo confronto con il pubblico ha riguardato l’etica dell’intelligenza artificiale, il futuro del lavoro, la creatività e i confini della relazione tra persone e macchine.

«Studiare la coscienza attraverso i robot significa cercare di comprendere meglio noi stessi - dichiara il prof. Antonio Chella - Nelle nostre ricerche esploriamo capacità come il senso di sé e il linguaggio interiore. La partecipazione e le domande del pubblico di Amman mostrano quanto sia importante condividere questi interrogativi al di fuori dei laboratori. È stata un’occasione preziosa di dialogo scientifico e culturale internazionale, e auspico una collaborazione scientifica tra l’Università di Palermo e la Shoman Foundation per discutere insieme delle opportunità e delle responsabilità che accompagnano lo sviluppo dell’intelligenza artificiale».