L'Università degli Studi di Palermo esprime il più sentito cordoglio per la scomparsa della prof.ssa Clotilde Bertoni,Ordinaria di “Letteratura italiana”.
«La prof.ssa Clotilde Bertoni ha dedicato l’intera sua carriera accademica agli studenti dei corsi di laurea in Scienze della comunicazione del nostro Ateneo – ricordano i colleghi – Giunta giovanissima da Napoli, dove aveva studiato con uno dei massimi critici letterari italiani, il prof. Giancarlo Mazzacurati, ha insegnato Teoria della Letteratura e Letterature comparate per poi ricoprire la cattedra di Letteratura italiana.
Studiosa riconosciuta a livello nazionale e internazionale è stata Vicepresidente di Compalit, l’Associazione italiana per lo studio della Teoria letteraria e della Storia comparata, e ha contribuito da protagonista all’istituzionalizzazione e alla crescita degli studi di comparatistica letteraria in Italia, mantenendo nel frattempo solide competenze nell’ambito dell’italianistica come dimostrano le esemplari edizioni delle opere di Camillo Boito, Italo Svevo e Benedetto Croce.
Fondamentali e unici per originalità e respiro comparatistico i suoi libri sulla storia della cultura italiana ed europea come Romanzo di uno scandalo. La Banca Romana tra finzione e realtà (Il Mulino, 2018) e Nel nome di Dreyfus. La storia pubblica di un caso di coscienza (Il Mulino, 2024), attraverso i quali ha inaugurato in Italia un filone di studi che coniuga letterature, studi giuridici e storia politica e sociale.
Ai corsi di Scienze della Comunicazione di cui è stata sin dagli inizi ispiratrice tenace e partecipe ha contribuito con ricerche sui rapporti tra letteratura e giornalismo culminati in un’originale monografia (Carocci, 2009).
Il suo impegno intellettuale è stato caratterizzato da una costante passione politica che era possibile leggere in trasparenza in molte sue opere e soprattutto negli interventi militanti di critica letteraria e sociale che l’ha vista collaborare con testate come Il Manifesto, Alfabeta2, Le parole e le cose.
Con i colleghi del Dipartimento Culture e Società ha contribuito alla fondazione del dottorato di ricerca in “Studi culturali europei/Europäische Kulturstudien” e “Cultura visuale” e ha fatto parte di ricerche PRIN coordinate dall’Università degli Studi di Palermo e condivise con molte sedi italiane. Da ultimo ha organizzato per i dottorandi del Dipartimento Culture e Società un ciclo di lezioni su “Scritture e immagini” che gli allievi, sempre affascinati dalla sua intransigenza e rigore, avevano ribattezzato i “venerdì di Tilli” il diminutivo con cui amava abbreviare ironicamente il proprio nome.
I colleghi del Dipartimento Culture e Società, che la ricordano per la sua signorilità unita a un non comune senso del dovere e delle istituzioni, si uniscono al dolore dei familiari, degli amici e degli allievi per la sua improvvisa scomparsa».
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