SOLIDARIETA’ ALL’ARCIVESCOVO DI PALERMO, MONS. CORRADO LOREFICE
In questi giorni, sui social, si sono moltiplicati gli attacchi nei confronti dell’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, per il messaggio inviato domenica scorsa a “Mediterranea Saving Humans”.
Un messaggio in cui monsignor Lorefice richiamava tutti a riscoprirsi umani di fronte a chi muore in mare, a donne e bambini che cercano solo una vita migliore, a chi sfida l’ignoto per scappare da qualcosa di peggiore. Un richiamo forte, sentito a non trasformare una tragedia in un’occasione di scontro politico.
Parole pronunciate da un vescovo, da un pastore, da un cristiano che fa suo il Vangelo che abbiamo ascoltato proprio ieri: “‘Signore, quando ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto […]?’. ‘In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me'”.
Di fronte a tutto questo, si è scatenato il peggio che i social possano offrire: insulti, dileggi, accuse nei confronti dell’arcivescovo e della Chiesa. Comportamenti che, come giornalisti cattolici, consideriamo inaccettabili e che condanniamo con fermezza, esprimendo all’arcivescovo solidarietà e vicinanza.
Il confronto, in democrazia, è necessario e può anche essere ruvido ma mai può trascendere, né trasformarsi in odio o attacchi personali. Facciamo nostro l’appello di Papa Leone XIV per questa Quaresima, ossia digiunare dalle parole che feriscono, e l’invito del Santo Padre a una comunicazione, anche social, che sia spazio di dialogo, disarmata e disarmante. Solo così saremo costruttori di pace e di bene comune
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