La Caritas Diocesana, l’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro e il Servizio Diocesano per la Pastorale Giovanile hanno proposto questa mattina a Palermo nel quartiere ZEN-San Filippo Neri la Giornata Laudato Si’ 2026 dal tema “Semi di Pace e di speranza”, riprendendo uno degli auspici di Papa Leone XIV: “La cura per la pace è cura per la vita”. Ad accogliere le iniziative e le attività che hanno coinvolto gli studenti e l’Arcivescovo di Palermo Mons. Corrado Lorefice è stato l’Istituto comprensivo statale “Giovanni Falcone”. L’iniziativa è stata realizzata anche con la collaborazione della Parrocchia San Filippo Neri (era presente il parroco p. Giovanni Giannalia) e del Progetto Policoro. Presenti all’evento anche il Provveditore agli Studi di Palermo e il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico regionale.

«L’Enciclica di Papa Francesco Laudato Si’ resta un riferimento prezioso e costante – ha sottolineato Luisa Capitummino, Direttrice dell’Ufficio Diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro – perché i temi dell’ecologia integrale e dell’eliminazione degli squilibri ci richiamano quotidianamente alla dimensione di “casa comune” da proteggere e da consegnare sempre più ricca alle nuove generazioni».

Dopo l’incontro con i docenti e il personale scolastico, l’Arcivescovo ha visitato i plessi dell’istituto, ha ascoltato gli studenti nell’illustrazione dei progetti partati avanti durante questi mesi, ha risposto alle loro domande. Uno dei momenti più significativi è stato quello della piantumazione, nel giardino antistante la scuola dell’infanzia, di un albero di ulivo donato dall’Arcidiocesi di Palermo; è stato l’Arcivescovo a mettere a dimora l’alberello.

«Non è un gesto simbolico ma concreto – ha detto Monsignor Corrado Lorefice – perché questo albero bisognerà curarlo, bisognerà farlo crescere e aiutarlo nel produrre i primi frutti. L’ulivo è l’albero della pace e prendersi cura di questo albero significherà impegnarsi a essere sempre costruttori di pace, di dialogo, di ponti. Questa pianta ci ricorda che abitiamo una casa comune, la Terra, che deve essere vissuta come un giardino e non come un campo di battaglia. Questo deve essere l’impegno per i giovani studenti e per tutti noi».