402° Festino in onore di Santa Rosalia Patrona di Palermo, Una vita per la città

Presentato il programma e il calendario degli eventi – Messaggio Arcivescovo di Palermo

Il programma religioso definito dall’Arcidiocesi di Palermo (6-15 luglio 2026) in occasione del 402° Festino in onore di Santa Rosalia è stato presentato in occasione del tradizionale incontro con la stampa – insieme al Comune di Palermo, Odd Agency e CoopCulture – che si è svolto questa mattina presso il Palazzo Arcivescovile.

Sono intervenuti S.E. Rev.ma Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo Metropolita di Palermo, il Prof. Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo e della Città Metropolitana di Palermo, Don Luciano Fricano, Parroco della Chiesa Cattedrale di Palermo, il Dott. Antonio Rini, Assessore alla Cultura del Comune di Palermo, Luca Pintacuda, Direttore Artistico 402° Festino di Santa Rosalia, Mario Cucinella (autore del Carro di Santa Rosalia), Filippo Sapienza (autore della Statua di Santa Rosalia). E’ possibile rivedere la conferenza stampa in streaming sul canale YouTube Arcidiocesi di Palermo al seguente indirizzo: https://www.youtube.com/watch?v=WqTdhfyYD3g

L’augurio dell’Arcivescovo Corrado Lorefice alla Città: Pensare in maniera nuova la convivenza umana nella nostra città

Prendo le mosse da un passaggio del Discorso all’ONU che Paolo VI fece il 4 ottobre 1965: «È venuto il momento della “metanoia”, della trasformazione personale, del rinnovamento interiore. Dobbiamo abituarci a pensare in maniera nuova l’uomo; in maniera nuova la convivenza dell’umanità, in maniera nuova le vie della storia e i destini del mondo, secondo le parole di S. Paolo: “Rivestire l’uomo nuovo, creato a immagine di Dio nella giustizia e santità della verità” (Eph. 4, 23). È l’ora in cui si impone una sosta, un momento di raccoglimento, di ripensamento, quasi di preghiera: ripensare, cioè, alla nostra comune origine, alla nostra storia, al nostro destino comune. Mai come oggi, in un’epoca di tanto progresso umano, si è reso necessario l’appello alla coscienza morale dell’uomo!».

Rosalia è una donna nuova, inedita rispetto al suo contesto, familiare, culturale, cittadino. Originale. Attuale. Donna che è stata capace di rientrare in sé stessa. Donna «della “metanoia”, della trasformazione personale, del rinnovamento interiore».

Donna che contribuisce a liberare e a umanizzare la Città. La bellezza interiore genera bellezza civica. Valorizza ed esalta la bellezza storica, artistica, culturale, umana della città che si abita. Genera un senso comunitario della vita, era risposta alla solitudine e all’individualismo, all’incuria e all’indifferenza, alla sopraffazione e alla violenza. La bellezza interiore apre vie di pace e di riconciliazione, processi di condivisione e di liberazione. Suscita corresponsabilità verso i più deboli.

Questo nostro 402° Festino è un Festino per la città. Si prefigge di veicolare un messaggio umanamente e culturalmente fecondo alla città. E, dunque, anche proficuo spiritualmente. Capace di nutrire tutto l’essere umano, nella sua inscindibile unità di spirito e corpo. Nel suo essere “spirito incarnato”. Lo possiamo e lo dobbiamo dire: mira a raggiungere la coscienza morale. Il titolo scelto è meravigliosamente suggestivo e lungimirante: «Dal dramma nasce il rito, dal rito la comunità».

Il rito presuppone la memoria. Memoria di un evento salvifico, di liberazione che continua i suoi effetti nell’oggi dei vissuti feriali, con i loro travagli e le loro contraddizioni. Per noi palermitani si tratta di ri-cor-dare l’evento salvifico della liberazione dalla peste del 1624 in virtù del corpo di Rosalia, donna di rara bellezza interiore oltre che esteriore. Corpo che vuole continuare ad emanare bellezza, amore, energia trasfigurante e liberante. Riversare questa bellezza in ciascuno di noi. Nella Città. In chi vi sopraggiunge in questi giorni. Ospitare non è solo un aprire le porte. È condividere ciò che si è e ciò che si ha. È arte! Noi dobbiamo avere coscienza del potenziale di bellezza della nostra Città, ma per non depauperare tanta ricchezza dobbiamo apprendere l’arte della cura sapiente e lungimirante. Questa è la vocazione della nostra Città. Se non vi con-rispondiamo la affossiamo. Anche economicamente. Culturalmente. Umanamente!

Un Festino che non aliena ma che chiede un impegno gioioso per il destino comune della nostra amata e ancora martoriata città. A noi palermitani e a quanti verranno come ospiti in questi giorni del Festino, Rosalia offre un tempo e uno spazio quasi di preghiera per un gioioso e proficuo ripensamento: «ripensare, cioè, alla nostra comune origine, alla nostra storia, al nostro destino comune».

Ci chiede di essere Costruttori di Città fraterne, pacifiche, accoglienti, inclusive, umane, belle. Dove non prevalga la globalizzazione dell’indifferenza e dell’impotenza. Città libere dalle strutture perverse di peccato, di ingiustizie, di violenza, di connivenze con ogni forma di male, di sopraffazione e di potere. Da ogni stupido dannoso potere mafioso.

Ci chiede di essere artigiani di un mondo che ritorni ad essere “Casa fraterna” e “Giardino fecondo” di relazioni di cura e di pace.

IN ALLEGATO:

  • Programma religioso 402° Festino in onore di Santa Rosalia
  • Copertura Media da parte dell’Arcidiocesi di Palermo