Si è svolta al Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche (dSEAS) dell'Università degli Studi di Palermo la X Conferenza Internazionale della International Association for Tourism Economics (IATE 2026), uno dei più prestigiosi appuntamenti scientifici dedicati all'economia del turismo, con la partecipazione di studiosi, ricercatori e professionisti provenienti da Università e istituzioni di numerosi Paesi.
Giunta alla decima edizione, la conferenza è uno dei principali punti di riferimento per il dibattito scientifico internazionale sull'evoluzione del turismo, promuovendo il dialogo tra ricerca economica, analisi quantitativa e politiche di sviluppo delle destinazioni.
«La scelta di Palermo come sede dell'edizione 2026 assume un valore particolarmente significativo - dichiara Davide Provenzano, professore di Matematica Finanziaria presso il dSEAS e Presidente del Comitato organizzativo locale - Ospitare un evento scientifico di questo livello in una regione ad alta vocazione turistica come la Sicilia significa riconoscere il ruolo crescente che il territorio può svolgere nella produzione di conoscenza e nell'innovazione delle politiche turistiche, favorendo il dialogo tra ricerca internazionale, istituzioni e operatori del settore».
Nel corso delle tre giornate sono stati presentati decine di contributi scientifici dedicati ad alcune delle questioni oggi più rilevanti per il turismo mondiale. I lavori hanno affrontato, tra gli altri temi, la competitività delle destinazioni, la trasformazione digitale, l'intelligenza artificiale applicata al turismo, i Big Data, il comportamento dei viaggiatori, il revenue management, la sostenibilità ambientale, l'overtourism, il turismo culturale, il turismo esperienziale, le politiche pubbliche, la governance delle destinazioni e i nuovi modelli di sviluppo regionale.
Particolare attenzione è stata, inoltre, dedicata al tema del cambiamento climatico, ormai riconosciuto non solo come una questione ambientale, ma come una variabile economica in grado di influenzare la domanda turistica, i prezzi, la redditività delle imprese e la competitività delle destinazioni.
Ampio spazio è stato riservato anche alla modellizzazione economica del turismo, alle tecniche di forecasting, alla misurazione dell'impatto economico del turismo, all'analisi dei flussi turistici e alle nuove metodologie quantitative, strumenti sempre più essenziali per supportare processi decisionali basati sui dati. Numerose e particolarmente interessanti sono state le applicazioni dell'intelligenza artificiale e dei big data, a dimostrazione di come tali approcci stiano trasformando profondamente il modo in cui imprese e destinazioni analizzano i mercati, prevedono la domanda e definiscono le proprie strategie competitive.
L'elevato profilo scientifico della conferenza è stato ulteriormente valorizzato dalle sessioni plenarie affidate al prof. Muzzafer Uysal (University of Massachusetts Amherst) e al prof. Rodolfo Baggio (Università Bocconi), studiosi di riconosciuta fama internazionale, oltre che dalle numerose sessioni parallele che hanno favorito il confronto tra approcci disciplinari differenti, confermando il turismo come uno dei principali laboratori contemporanei di innovazione economica e sociale.
«Tra i messaggi più rilevanti emersi durante i lavori – prosegue il prof. Provenzano – vi è la necessità di superare una visione esclusivamente quantitativa dello sviluppo turistico. Se la crescita degli arrivi e delle presenze continua a rappresentare un indicatore importante, essa non è più sufficiente per valutare la competitività di una destinazione. La ricerca internazionale pone oggi l'attenzione sulla capacità dei territori di generare valore economico, rafforzare la resilienza ai cambiamenti climatici, utilizzare i dati a supporto delle decisioni strategiche e governare in modo sostenibile i flussi turistici.
Per una regione come la Sicilia queste riflessioni assumono un rilievo particolare. L'Isola dispone, infatti, di un patrimonio naturale, culturale e paesaggistico tra i più ricchi del Mediterraneo, ma le evidenze emerse dalla comunità scientifica internazionale mostrano come la competitività futura dipenderà sempre più dalla capacità di gestire i territori attraverso strumenti avanzati di analisi, modelli previsionali, tecnologie digitali e nuove forme di governance. Le destinazioni non possono più essere considerate sistemi omogenei: ciascun territorio presenta caratteristiche competitive, livelli di vulnerabilità e opportunità di sviluppo differenti, che richiedono strategie sempre più mirate».
«IATE 2026 – concludono gli organizzatori – conferma, così, il ruolo centrale della ricerca scientifica nel guidare l'evoluzione del turismo verso modelli sempre più competitivi, sostenibili e resilienti, mettendo a disposizione conoscenze e strumenti concreti per affrontare le grandi trasformazioni che interesseranno il settore nei prossimi anni».
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