Dal 26 luglio al 30 agosto 2026, il Parco Archeologico di Segesta accoglie la V edizione del Segesta Teatro Festival, rassegna multidisciplinare che intreccia teatro, musica, danza e arti performative nello straordinario scenario del Teatro Antico e del Tempio di Afrodite Uranìa. Immerso nella luce e nel silenzio delle colline siciliane, il festival si conferma uno degli appuntamenti culturali più suggestivi dell’estate mediterranea, capace di coniugare ricerca artistica e dialogo con il paesaggio archeologico.
L’edizione 2026, dedicata al tema della trasformazione, propone un ricco programma di spettacoli, concerti, prime nazionali, performance coreografiche, appuntamenti all’alba, osservazioni astronomiche e laboratori, costruendo un percorso in cui tradizione e contemporaneità si incontrano. Tra gli eventi in programma, “L’Arca di Noè” di Giampiero Pizzol, il concerto “Emozioni” dedicato a Lucio Battisti e Mogol, le suggestioni rituali della compagnia taiwanese U-Theatre e “Oreste” di Euripide reinterpretato da giovani artisti under 35.
Tra le pietre millenarie di Segesta, il festival invita il pubblico a vivere un’esperienza immersiva dove arte, natura e memoria diventano strumenti di riflessione e incontro, riaffermando il valore della cultura come spazio condiviso di bellezza, ascolto e armonia.
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Qual è il segreto dell’immortalità? In realtà si tratta di un insieme di fattori che, mixati nella giusta dose, creano un ecosistema di benessere psicofisico e salubrità ambientale senza paragoni: alimentazione naturale, coesione sociale, attività fisica quotidiana, stretto legame con l’ambiente e la spiritualità, solo per citarne alcuni. Basta fare quattro chiacchiere con gli “arzilli vecchietti” che si incontrano al bar, in piazza o sulla soglia di casa, per convincersi che, forse, il segreto della vita risiede davvero nelle cose semplici. E allora diciamolo, visitare Geraci Siculo fa bene alla salute!
La “slow life” da queste parti si traduce direttamente in qualità della vita. Qui il tempo è scandito dalle campane e da un forte senso di comunità: lo si respira per le vie del centro storico, tra antichi abbeveratoi medievali, come il Bevaio della SS.Trinità; il Castello Bizantino, in posizione panoramica, la Chiesetta di Sant’Anna e la Chiesa Madre. I dintorni di Geraci sono circondati dal Bosco di Vicaretto, che regala passeggiate rilassanti immersi nel verde e nell’aria buona delle Madonie. Poco distante, la Chiesa di Santa Maria della Cava, col suo cenobio basiliano, rappresenta una piacevole tappa di raccoglimento spirituale.
Non solo bellezze artistiche e naturali! Da queste parti l’alimentazione sana, in linea coi dettami della Dieta Mediterranea, costituisce a tutti gli effetti un alleato della longevità. Tra le specialità locali si possono assaggiare antiche ricette della tradizione, all’insegna della cucina povera ma genuina: pasta con fagioli verdi del posto, a Km 0; tuma frìsca (formaggio fresco nella variante salata, con acciughe; oppure dolce, con lo zucchero), ma anche piatti più corposi, come i tipici maccarrùna di casa al ragù di crastagnèddu (castrato), per finire coi serafinèddi al miele e mandorle. Insomma, si può dire che a Geraci Siculo la longevità sia servita davvero su un piatto d’argento! Non resta che approfittarne, trascorrendo più tempo possibile in questa località rigenerante, perfetta per un weekend fuori porta quando si avverte la necessità di staccare dallo stress e concedersi un tempo lento, di qualità e benessere.
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Dal 18 maggio al 1° novembre 2026, il MACC – Museo d’Arte Contemporanea del Carmine di Scicli ospita la mostra “Giorgio de Chirico. Il sole della Metafisica”, dedicata a uno dei più grandi protagonisti dell’arte del Novecento. Promossa dall’associazione Sikarte in collaborazione con il Comune di Scicli, l’esposizione è curata da Lorenzo Canova, componente del consiglio scientifico della Fondazione Giorgio de Chirico.
Allestita negli spazi del museo di Piazza Busacca, la mostra propone un percorso attraverso circa cinquanta opere del maestro della Metafisica, poste in dialogo con le fotografie di Giovanni Chiaramonte, Giuseppe Leone, Pino Ninfa e Armando Rotoletti. Il progetto indaga il profondo legame tra l’immaginario dechirichiano e la Sicilia, tra richiami alla Magna Grecia, piazze assolate, architetture barocche e atmosfere sospese che evocano il paesaggio del Val di Noto.
Le immagini fotografiche accompagnano il visitatore in un viaggio tra realtà e visione, restituendo quel senso di mistero, silenzio e luce mediterranea che attraversa l’opera di de Chirico. La mostra rappresenta un’importante occasione per riscoprire il dialogo tra arte contemporanea e identità siciliana, nel suggestivo scenario barocco di Scicli.
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